sabato 28 febbraio 2009

venerdì 27 febbraio 2009

giovedì 26 febbraio 2009

mercoledì 25 febbraio 2009

La fine di Terry


Proprio oggi, ho preso il sesto ed ultimo volume della serie di TERRY AND THE PIRATES della IDW. Ritengo, perciò, che sia giunto il momento di tirare le somme su questa edizione.

Questa serie, parte della collana “Library of American Comics”, spicca per la cura editoriale. Ovvero, è davvero un bel volume (indipendentemente dal contenuto): cartonato con copertina in finta pelle e graziosa sovracopertina a colori, formato orizzontale di cm 21,5x28 con tre strisce o una domenicale a pagina, carta pesante, grande foliazione (ogni volume è sulle 350 pagine), ricco saggio introduttivo con interessante materiale iconografico, indice analitico, presentazione dei personaggi e riassunto della trama dei volumi precedenti, grafica accattivante. Tutto ciò per la relativamente economica cifra di 50 dollari.

Che dire di una simile meraviglia (sempre dimenticando che ristampa tutto TERRY AND THE PIRATES di Milton Caniff, ovvero, la crema della crema delle strisce sindacate d’avventura)?
Che anche questa serie ha i suoi bei difettucci (ça va sans dire).

Il primo difetto lo avrete già immaginato (lo so che mi ripeto): mancano i titoli dei singoli episodi giornalieri. E questo, se conoscete l’opera di Caniff, capirete subito che costituisce una gravissima menomazione (perfino la buona vecchia edizione italiana della Comic Art non si era azzardata a tagliarli).

Il secondo difetto è la stampa. Niente di grave per i tomi dal terzo al sesto (dove, magari, le domenicali potevano essere un po’ migliori), ma il primo ed il secondo sono stati stampati ad una risoluzione troppo bassa (presumo 300 Dpi) che rende il segno sgranato e sfocato.
Per fortuna, dopo l’uscita del primo tomo, c’è stata una certa protesta (stranamente tutta venuta da collezionisti europei: gli americani devono avere dei gravi problemi di vista), che ha spinto l’editore a correggere il tiro (e la risoluzione di stampa), ma questo è avvenuto solo dal terzo volume (e, molto fortunatamente, ha beneficato pure tutti i libri seguenti della “Library of American Comics”, come LITTLE ORPHAN ANNIE e SCORCHY SMITH).

Ignoro se, come per ON STAGE, esista una seconda edizione dei primi due tomi di TERRY con la stampa a 1.200 Dpi e, perciò, corretta, dato che io ho la prima.

martedì 24 febbraio 2009

lunedì 23 febbraio 2009

domenica 22 febbraio 2009

Il proiezionista ha scordato la lente anamorfica!


Come anticipato, torniamo a parlare della Classic Comic Press e della serie ON STAGE.
Mentre attendo di mettere le mani sul quinto volume, i primi quattro già offrono una chiarissima idea della collana.

Dal punto di vista delle caratteristiche editoriali, i libri sono uguali a quello di THE HEART OF JULIET JONES già discusso.
Si tratta di volumi in bianco e nero, cm 21x28, tre strisce (o una domenicale) a pagina, brossurati (senza sovracopertina o alette).

La qualità del materiale non si discute, proveniendo dalla collezione di proofs di Jim Gauthier (il cui materiale avevamo usato anche all’ANAFI per il libro ON STAGE del 2000).

Inoltre, la serie è gratificata dal fatto che le copertine non sono ottenute con l’ingrandimento di una vignetta interna, ma con disegni a colori eseguiti dallo stesso Leonard Starr (che, evidentemente, nonostante sia ottuagenario, conserva ancora in perfetta attività occhi e mani).

Anche questi libri sono riccamente prefazionati (il quarto tomo ha un’introduzione di 50 pagine!) e le storie sono eccellenti per grafica e sceneggiatura.

Dunque, i difetti riscontrabili sono, alla fine, solo due.
Il primo è un difetto strutturale e, perciò, ineliminabile. Il secondo è un vero e proprio errore ed è già stato corretto.

Il primo difetto è legato al fatto che ON STAGE era distribuito dalla CTNYNS e, come loro tradizione, aveva una sola storyline, con le domenicali interpolate alle giornaliere.
Essendo questi volumi “spartanamente” in bianco e nero (non siamo sullo stesso livello di "lusso" delle recenti edizioni Fantagraphics o IDW), le domenicali sono stampate senza colore. In pratica, le domenicali ci appaiono come se guardassimo ad una riproduzione (eccellente) dell’originale e non come se guardassimo la pagina del supplemento del giornale.
Per capire cosa ci siamo persi, basta vedere la quarta di copertina, dove è sempre presente una domenicale stampata a colori.
Per me, disegnatore dilettante, vedere il disegno in bianco e nero è sempre una gioia, ma non posso ignorare che quel disegno fosse stato creato per essere poi addizionato del colore.

Il secondo difetto era già stato messo in evidenza da Gori su AFNews: molte strisce del primo volume risultavano deformate e allungate, con lo stesso effetto di un film in cinemascope proiettato senza utilizzare la lente anamorfica di correzione (tutti snelli ed alti come in un dipinto di El Greco!).
Questo grottesco e imperdonabile effetto era, in questo caso, certo dovuto al pessimo e dilettantesco uso del computer (ormai dilaga la scuola grafica “ho un PC ma non so l’ABC”).
Tuttavia, ricordo che, anche in era pre-elettronica, la vita non era migliore: qualcuno rammenta il volume di Herb Galewitz “Great Comics syndicated by Daily News – Chicago Tribune”, pubblicato dalla Crown nel lontano 1972 e che aveva lo stesso difetto, ma invertito, con le strisce allungate e schiacciate?


Comunque, nonostante sia accaduto fuori tempo massimo, l’errore è stato rilevato e corretto. Non lo si riscontra in nessuno dei volumi seguenti e neppure nella “second printing” del primo tomo.
Per cui, se avete la prima edizione del primo volume di ON STAGE, vi conviene piazzarla, ad uso dei collezionisti feticisti, su ebay e comprarvi la seconda.

sabato 21 febbraio 2009

venerdì 20 febbraio 2009

giovedì 19 febbraio 2009

mercoledì 18 febbraio 2009

Astérix 1


In un recente post nel suo blog, Leonardo Gori ha accennato ad Astérix (e Lucky Luke) come il meglio del Fumetto francofono.
Così, mi sono tornate in mente delle schede di commento a tutte le storie di Astérix, che avevo realizzato qualche anno fa.
Niente di troppo intellettuale (le avevo pensate per i miei nipotini, che erano alle elementari), ma, ciononostante, credo siano abbastanza rigorose e con qualche curiosità (e non sono neanche inedite, ché le avevo già presentate in un forum).
Le schede sono in ordine cronologico e non corrispondono ai volumi (comprendendo anche le storie brevi).
Le pubblicherò come riempitivo in tutti i giorni, come oggi, in cui non ho altro da dire (o non ho tempo).

martedì 17 febbraio 2009

Il cuore di Giulietta Jones


Un’altra casa editrice di recente apparizione è la Classic Comics Press di Charles Pelto.
Questa si è, fino ad oggi (ma pare che i programmi futuri prevedano anche altro), indirizzata verso la pubblicazione di soap-opera strips, iniziando la pubblicazione di una ristampa di ON STAGE di Len Starr (già giunta al quarto tomo e di cui sarà necessario riparlare) e di una di DONDI di Edson e Hasen (due tomi).

Ma il volume di cui voglio parlare ora è il primo della ristampa di THE HEART OF JULIET JONES di Elliot Caplin e Stan Drake.
Questo primo libro propone le prime strisce giornaliere della serie (dal 9 marzo 1953 al 13 agosto 1955) con un’introduzione di Leonard Starr e un ricco saggio di Armando Mendez (consiglio una visita al suo sito).

Si tratta di un brossurato in bianco e nero di 272 pagine per 25 dollari.
Ha un formato orizzontale di cm 28x21 (con tre strisce a pagina).
La carta e la stampa sono buone e pare che le riproduzioni miglioreranno nei prossimi volumi, grazie alle proofs ottenute dall’Ohio State University.
Inoltre, dopo il terzo volume, inizieranno ad essere ristampate anche le domenicali (la cui storyline è, comunque, indipendente da quella delle giornaliere).

Riguardo al libro, potremmo dire che non ci sono difetti (circa la mia personale ossessione, negli Anni ’50 i titoli degli episodi giornalieri non esistevano più), anche se, certamente, si tratta di un volume assai meno elegante rispetto a quelli della IDW o di altre case editrici che vedremo in seguito.
Ma, nonostante il libro sia editorialmente “spartano”, è ugualmente imperdibile per la scelta dei materiali proposti: l’idea di poter vedere una ristampa integrale dei lavori di Starr e Drake mi sarebbe sembrata, fino a poco tempo fa, una pia illusione.

venerdì 13 febbraio 2009

Non si vive di solo Fumetto


E, personalmente, mi interessa anche l’Illustrazione.
Così, segnalo il bel volumone “Norman Saunders”, pubblicato da Dan Zimmer (The Illustrated Press, Inc.).
É un cartonato con sovracopertina, di grandi dimensioni (cm 34x22) e con 368 pagine nitidamente stampate su carta patinata, tutte a colori ($39.95).

Il libro è un saggio biografico sull’illustratore Norman Saunders (1907-1989), scritto da un esperto del ramo, suo figlio David Saunders, e riccamente illustrato (la ratio immagini/testo è almeno di 5 a 1).

Chi era Norman Saunders e perché dedicagli questo ricco volume?
Perché non ci si può limitare ai soli Rockwell e Co. e bisogna studiare anche gli autori minori (soprattutto se così interessanti).
In effetti, per dirla un po’ troppo brutalmente, Norman Saunders era un bravo illustratore, ma di serie B.
Non è un insulto alle capacità dell’artista, ma una considerazione dei fatti, dato che Saunders ha prestato la sua opera quasi totalmente al servizio di pubblicazioni di minor prestigio come le riviste “pulp”, i libri tascabili, le “man’s adventure magazine”, le figurine e, persino, le copertine dei comic books.
Considerando che le serie A dell’Illustrazione era occupata dagli autori che lavoravano per le riviste patinate (“slick” e non “pulp”), per i grandi libri illustrati e le grandi campagne pubblicitarie, non si può negare che, nonostante la sua prolifica produzione (si parla di 4.000 illustrazioni pubblicate), Norm Saunders sia sempre rimasto prigioniero di un mercato minore e meno redditizio, ed egli stesso, non riuscendo a compiere il salto di categoria, temette di essere destinato all’oblio.
Per sua fortuna, invece, il collezionismo e la rivalutazione dell’arte popolare, permettono la realizzazione di bei volumi come questo, ricchi non solo di riproduzioni di copertine, ma anche di foto di famiglia, studi, schizzi e inediti.

Iconograficamente, la parte del leone nel libro la giocano le copertine dinamiche e sgargianti delle riviste “pulp”, dei “paperbacks” e delle riviste di “man’s adventure“ (per queste abbiamo anche tante illustrazioni interne), oltre a numerose riproduzioni di figurine della Topps (tra cui l’ormai mitizzata serie “Mars attacks!”).

Ma, accanto a queste opere ben conosciute, anche l’esperto avrà di che stupirsi, trovando immagini inedite (come i numerosi panorami di New York realizzati con l’intenzione frustrata di venderli come copertine alla rivista New Yorker) e due serie di acquerelli di viaggio, la prima realizzata in Cina durante la Seconda Guerra Mondiale e la seconda testimoniante un viaggio in Europa compiuto dopo il pensionamento.

In attesa dell’imminente volume su Reynold Brown, non posso che fare un ulteriore applauso a Zimmer, la cui meravigliosa rivista “Illustration” è già un acquisto obbligato per tutti gli appassionati.

mercoledì 11 febbraio 2009

Troppa grazia sig. Mullaney...


Come anticipato, parlo del volume dell’IDW “SCORCHY SMITH AND THE ART OF NOEL SICKLES”.
Questo titolo va considerato come letterale, poiché ci indica esattamente cosa aspettarci dal contenuto del volume. Volume che, innanzi tutto, è eccellente da un punto di vista grafico-editoriale.
Si tratta di un bel cartonato in tela, con rilegatura in filo refe e sovracopertina plastificata a colori, 392 pagine e dimensioni un po’ maggiori rispetto ad altri titoli della collana “Library of American Comics” come TERRY AND THE PIRATES o LITTLE ORPHAN ANNIE (è un quadrato di cm 28x28 e non un rettangolo orizzontale di cm 28x21,5).
E tutto questo per soli 50 dollari (meno di quello che costa un misero volumetto della collana “Archives” della DC Comics).

Ma, se come oggetto editoriale è eccellente, per contenuti lo è ancora di più.

Il volume (che come gli altri della stessa collana possiede pure un comodo ed inusuale indice), oltre ad essere ben prefazionato da James Steranko, si “divide” in due parti, contraddistinte anche dal cambio della carta usata.

La prima parte è una ricca e illustratissima biografia di Noel Sickles (oltre che fumettista, un grande dell’Illustrazione), dove, accanto all’accurato testo di Bruce Canwell, abbiamo numerose riproduzioni a colori di lavori dell’artista, il tutto su spessa carta patinata, che ben le valorizza.
Alcune illustrazioni sono poi riprodotte su inserti "estraibili", permettendo di gustarle pienamente senza averle troppo piccole o senza che "scompaiano" nella rilegatura, perché stampate a cavallo tra due pagine (una cosa che, personalmente, odio).
Dato che questa prima parte occupa ben 140 pagine, direi che, da sola, avrebbe già potuto, a buon diritto, costituire un libro imperdibile.

Ma vi ricordo che si tratta solo di un terzo del volume...

La restante parte del libro, ben stampata su carta opaca pesante (più adatta alla riproduzione di disegni al tratto in bianco e nero rispetto alla patinata), presenta tutte le strisce di SCORCHY SMITH scritte e disegnate da Noel Sickles. Non solo il volume ristampa tutte le strisce di Sickles, ma anche le ultime dodici di John Terry (il creatore della serie) e le prime dieci di Bert Christman (il "successore" di Sickles).
Fumetto di avventure aviatorie, SCORCHY SMITH venne iniziato dal modesto John Terry il 17 marzo 1930 per la Associated Press Feature e, tre anni dopo (il 4 dicembre 1933), fu "ereditato" da Sickles che, inizialmente costretto ad imitare lo stile del suo predecessore (supponendo di sostituirlo solo temporanea), si lanciò poi in sperimentazioni grafiche che portarono allo sviluppo di quello stile chiaroscurale, che diede il via alla Scuola Impressionista Americana.
Il volume della IDW presenta le tutte strisce dal 20 novembre 1933 al 4 dicembre 1936 (la striscia del 21 novembre 1936 è l’ultima realizzata da Sickles), per cui come ristampa è assolutamente completa, al contrario dei due volumi della Nostalgia Press (di oltre 30 anni fa), che presentavano solo una ristampa molto parziale e in cui la qualità tipografica del materiale offerto lasciava troppo spesso a desiderare.
Un’ultimo tocco di eleganza editoriale: le pagine in cui sono ristampate le strisce di Terry e quelle di Christman, per essere immediatamente distinte da quelle di Sickles, sono di un bianco avoriato.

Lo SCORCHY SMITH di Sickles era una sorta di santo Graal del Fumetto e in molti avrebbero voluto vederne una ristampa integrale.
Qualche intenzione si era già attuata, quando la rivista "Big Fun Comics" aveva ristampato l’ultimo episodio disegnato da Sickles, ma credo che l’uscita di questo libro della IDW sia stata una felice sorpresa per tutti.
Avere, poi, avuto tutto in un singolo, elegante ed economico volume...

In conclusione, quale difetti riscontriamo in questo volume da sogno?

Il primo è il solito: mancano i titoli giornalieri degli episodi (ma questo avrebbe costretto a una reimpaginazione e ad aumentare la foliazione o a tagliare il bel saggio di Canwell).

Il secondo è l’impaginazione con quattro (e non tre) strisce per pagina.
Le story strips vengono pubblicate con cadenza settimanale dal lunedì al sabato (la domenica, se non esiste una tavola settimanale, che, comunque, potrebbe avere una linea narrativa autonoma, si fa una pausa) e, pertanto, per rispettare questo ritmo, sarebbe sempre il caso di presentare o sei strisce a pagina (cosa che non fa quasi nessuno), o tre strisce a pagina (così la striscia del sabato si ritrova sempre a chiudere la sua pagina e quella del lunedì ad aprirla). Anche in questo caso, la foliazione sarebbe obbligatoriamente aumentata (di una cinquantina di pagine) costringendo o ad effettuare un sostanzioso taglio sulla prefazione, o a trasformare il libro in un volume grosso come quelli della Treccani (senza dimenticare che già abbiamo un libro di cm 28x28).

Forse, volendo salvare il saggio di apertura (e io avrei decisamente voluto), l’unica soluzione per inserire i titoli giornalieri e solo tre strisce a pagina sarebbe stata di scindere l’opera in due tomi (che sarebbero di certo stati necessariamente più costosi, ma anche più maneggevoli).

Difatti, il terzo difetto, che sottolineo ovviamente più per un distorto spirito umoristico che per realismo, è il peso: se la mia bilancia è corretta, il volume pesa più di 2,8 Kg.
Certamente, un libro per collezionisti di polso!

domenica 8 febbraio 2009

Fumetto 60


#60 - dicembre 2006 - pag.64+8

Copertina: Lorenzo Pastrovicchio


Il caso Rick Random (Roberto Bonadimani) AVVENTURE DEL DOMANI

Il Regno del Caos (Silvio Costa e Luciano Tamagnini) EROI DELLO SPAZIO, RICK RANDOM, COLLANA SPAZIALE, AVVENTURE NEL COSMO, JET ACE LOGAN,

God save S-F! Breve storia della fantascienza britannica a strisce (Alberto Becattini) GARTH, JEFF HAWKE, SCARTH, DANIELLE, JUDGE DREDD, LANCE McLANE, AXA, ZELDA AND THE EARTHLINGS,

Axa ancora alla ribalta (Enrico Anceschi)

Dan Dare, molto classico e poco noto (Giovanni Librando) EAGLE, IL GIORNO DEI RAGAZZI

Frank Bellamy e la fantascienza (Giovanni Librando)

BRETT MILLION AND THE GHOST WORLD (fumetto di Frank Bellamy)

La selva dei sogni perduti (Renato Rizzo)

INSERTO: Mexico Comics: Breve storia del Fumetto messicano (a cura di Roberto Carminati)

Mexico Comics: Breve storia del Fumetto messicano (Roberto Carminati)

Breve storia del Fumetto messicano nella Golden Age (1932-1969) attraverso una cronologia delle principali riviste e dei maggiori avvenimenti (Roberto Carminati)

Principali case editrici della Golden Age del Fumetto messicano (Roberto Carminati) EDITORIAL NOVARRO, LA PRENSA, EDITORA SOL

Principali autori della Golden Age messicana 1932-1969 (Roberto Carminati) SEATIEL ALATRISTE, GERMAN BUTZE, ARTURO CASILLAS, CERVANTES BASSOCO, JOSE G. CRUZ, FRANCISCO FLORES MONTEZ, ANTONIO GUTIERREZ, RUBEN LARA, SALVADOR LAVALLE, ADOLFO MARIÑO RUIZ, ANGEL MORA, MANUEL MORO CID, J/E ORTEGA FLORES, ALFONSO TIRADO, SIXTO VALENCIA, GABRIEL VARGAS, CRISTOBAL VELASCO, LEOPOLDO ZEA SALAS, JESUS ACOSTA CABRERA, ANDREAS C. AUDIFFRED, CARLOS DIONISIO NEVE, SALVADOR PRUNEDA, JUAN ARTHENACK, GASPAR BOLAÑOS VILLASEÑOR, JOSÉ GUADALUPE POSADA, EDUARDO DEL RIO, MODESTO VÁSQUEZ VELÁSQUEZ

Le nuove tendenze del Fumetto messicano: i disegnatori contemporanei (Roberto Carminati) PEPE QUINTERNO, RICARDO PELÁEZ GOYCOCHEA, BACHAN, FRIK, EDGAR CLEMENT

Echi dall’Africa dei tamtam (Piero Zanotto) FESTIVAL DELL’INFANZIA DI SÀRMEDE

Toppi in copertina (Gerardo Gota e Luciano Tamagnini) SERGIO TOPPI

Oh, Romeo! Romeo! (Claudio Dell’Orso) ROMEO BROWN, ALFRED MAZURE, JIM HOLDAWAY

La biblioteca fantastica di Giovan Battista Carpi (Paolo Carpi)

Risate per ragazzi (Luciano Tamagnini) CALANDRINO, IL COCORITO, IL SIGNOR EUSTACCHIO (USELESS EUSTACE, JACK GREENALL), QUELLA PESTE DI DENNIS (DENNIS THE MENACE, HANK KETCHAM), LA PICCOLA DINA-MITE, IL TERRIBILE ZIP (JACQUES LAVERGNE)

Non ci dimenticare Luciano! (Enzo Marciante) LUCIANO BOTTARO

TIM: Tim e il Fantasma (Fumetto di Luciano Bottaro)

Alla ricerca di fumetti rari, misteriosi e, a volte, persino inesistenti (Antonio Carboni) HUGO PRATT

Tra maghi ed orchi (Luciano Tamagnini) WIZARDS OF MICKEY

venerdì 6 febbraio 2009

Al Capp... astuto opinionista?


Con riguardo al cartoonist americano Al Capp (autore, tra l’altro, del famoso fumetto LI’L ABNER), è opinione comune che il suo punto di vista politico sia scivolato, nel corso degli Anni ’60 e ‘70, verso posizioni ultra-conservatrici, in contrasto con quelle decisamente progressiste degli Anni ’40 e ’50.
Queste posizioni non venivano solo espresse nel suo lavoro, ma anche nelle numerose apparizioni come opinionista, in Radio, TV e nei campus universitari cui veniva regolarmente invitato.

Una sorprendente ipotesi relativa a questo cambiamento d’indirizzo politico, ci viene fornita dall’intervista a Tom Scheuer/Sawyer pubblicata sul n.77 della rivista Alter Ego (maggio 2008).

In questa, Sawyer parla del periodo in cui era stato assistente di Capp e offre un suo ricordo dell’ex datore di lavoro: “[...] durante l’era JFK scoprì che non c’era mercato per un liberal (quando Kennedy era presidente non c’era quasi altro) così adottò posizioni conservatrici e la retribuzione dei suoi interventi passò da 3.000 a 10.000 dollari nel giro di una notte. Ed era tutta una finta [...]

Credo sia l’unica testimonianza di questo tono che io abbia mai letto, ma, devo ammettere, coincide molto con l’idea che, negli anni, mi sono fatto di Capp.

giovedì 5 febbraio 2009

Who’s that little chatterbox?


E, a commentare i libri di questa nuova Golden Age del vecchio Fumetto sindacato, comincio dal più recente arrivato nelle mie mani: il secondo tomo della ristampa integrale di LITTLE ORPHAN ANNIE della casa editrice IDW.

É un volume che fa parte della collana “Library of American Comics”.
Questa collana di eleganti volumi cartonati ha già lanciato la ristampa integrale (in 6 volumi di cui 5 già presentati) di TERRY AND THE PIRATES di Milton Caniff, la ristampa di DICK TRACY di Chester Gould (arrivata al sesto volume), il bel volume su SCORCHY SMITH (di cui parlerò prossimamente) e, naturalmente, LITTLE ORPHAN ANNIE di Harold Gray.

Si tratta di grossi volumi (questo libro ha 384 pagine e il precedente tomo ne aveva 368), di formato 28x21,5 cm, cartonati con sovracopertina, dotati di ricche ed illustratissime prefazioni e che ristampano integralmente e cronologicamente le strisce giornaliere della serie e le domenicali, ma queste, stranamente, solo dal momento in cui si interpolano alle giornaliere.
Il tutto per soli 40 dollari.

Dato che le prime domenicali (non intercalate) pare verranno recuperate in seguito, sottolineerei il solo altro difetto del volume. Le strisce giornaliere, soprattutto negli Anni ’20 e ’30, erano dotate di un loro titolo (o sottotitolo). Ovvero, come le puntate di un telefilm, ogni singola striscia aveva un suo titolo. Contrariamente a quanto tendono a dichiarare editori furbetti, questi titoli erano parte integrante dell’opera. Qui (come in troppe altre ristampe) i titoli sono stati eliminati. Per LITTLE ORPHAN ANNIE (o anche TERRY AND THE PIRATES), questa moncatura è particolarmente grave. Difatti, concordo in pieno con quanto Allan Holtz scriveva nel suo blog (Stripper’s Guide): “Per molte strisce quei sottotitoli giornalieri erano puramente formali, ma quelli di Gray erano spesso dei piccoli arguti commenti agli avvenimenti del giorno, o degli editoriali che potevano cambiare il modo in cui il lettore interpretava la striscia. Non vedo la ragione per cui non avrebbero potuto essere stampati a fianco di ogni striscia, dove il libro lascia un bel po’ di spazio vuoto”.

Lasciandoci alle spalle questi difetti, arriviamo a quello che è il punto di maggior pregio di questa ristampa: la qualità della riproduzione.
Riprese, a quanto viene detto, da originali o proofs, la grande maggioranza delle strisce offre una riproduzione talmente nitida da essere molto probabilmente superiore alla stessa prima riproduzione sui giornali d'epoca (che le stamparono sì in formato maggiore, ma sulla misera carta Newsprint, per definizione inadatta all’archiviazione).
Vedere i sottili tratteggi di Gray così perfettamente riprodotti mi lascia stupito (è come se il disegno fosse stato appena fatto), commosso (è una bellezza!) e furioso (perché, quando faccio un libro io, non posso mai avere materiale di questa qualità?).
Qualunque sia la vostra aspettativa di una buona riproduzione... queste strisce sono migliori!

martedì 3 febbraio 2009

Fumetto 59



L'indice della rivista Fumetto l'avevo interrotto al numero 58 (maggio 2006), così riprendo da lì:

#59 - ottobre 2006 - 64 +8

Copertina: Emanuele Barison


Le infinite sfaccettature di Emanuele Barison (Luigi Marcianò)

DOCTEUR JUSTICE: Misione ad Haiti (fumetto di Emanuele Barison)

E Maconi ci mette il becco... Giallo! (Paolo Gallinari) GIANLUCA MACONI

Pordenone e la new wawe a fumetti (Salvatore Oliva) GIORGIO BORDINI - LUIGI MOLINIS - GIANCARLO TENENTI - EMANUELE BARISON - ROMEO TOFFANETTI - DAVIDE TOFFOLO - GIOVANNI MATTIOLI - GIULIO DE VITA - SARA COLAONE - PAOLO COSSI - FRANCESCO BISARO - GIANLUCA MACONI

La leggenda (anonimo) PRIMO CARNERA

King Kong è tornato (Sergio Asteriti)

Un altro... Suco! (Luciano Tamagnini) G.B. Carpi

A Yossel un premio ANAFI con grande merito (Davide Occhicone) JOE KUBERT

Ben in gambe le Kirby Girls (Claudio Dell'Orso) RIP KIRBY - ALEX RAYMOND

INSERTO: Alex Toth: un maestro del bianco e nero (a cura di Luca Biagini e Luigi Marcianò)

Alex Toth: un ricordo (Luca Biagini)

Alex Toth: un ispiratore per il fumetto mondiale (Luigi Marcianò)

Il (di)segno di Zorro (Fortunato Latella)

Storie e personaggi (Alberto Becattini)

Cronologia e bibliografia (Alberto Becattini e Jim Vadeboncoeur Jr.)

Fuori dal tempo (fumetto di Archie Goodwin e Alex Toth)

Napoleone va in esilio... permanente (Paolo Gallinari) CARLO AMBROSINI

Cinque domande a Carlo Ambrosini (Luigi Marcianò)

I Bonati: raccontare la storia (Luciano Tamagnini) ALESSANDRA E MANLIO BONATI

Alla ricerca del disegno perduto (Gustavo A. Ferrari) BILLIKEN - HUGO PRATT

Un'invenzione linguistica di Hugo Pratt (Gianni Brunoro)

Autarchia e fascismo su L'Audace (Antonio Santori)

Cominciamo...

Inauguro questo mio blog dedicato al Fumetto e, in particolare, al Fumetto sindacato americano classico.
Nell’ultimo paio d’anni, pare ci sia stato un proliferare di etichette editoriali che hanno dato avvio a ristampe di fumetti sindacati, non limitandosi più a titoli recenti o a volumi antologici, ma scavando nel passato e iniziando ristampe integrali anche assai pregevoli.
Potremmo dire di essere in una nuova Golden Age per questo tipo di libri (almeno negli SUA, dato che, qui in Italia, la scena amatoriale sembra, invece, essersi un po’ spenta), con il rinnovato impegno di vecchi editori o la nascita di nuove etichette che hanno scelto titoli, a volte, davvero inattesi (e graditi).

Di questo e di altro (ma sempre relativo al Fumetto) potrete leggere in questo mio blog.

Intendo, difatti, proseguire qui la cronologia analitica della rivista Fumetto dell’ANAFI (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione), già iniziata nel mio vecchio sito.

Perciò, se ne avete voglia, rimanete sintonizzati...