domenica 4 dicembre 2016

Red Barry

Un anno fondamentale il 1934.
Mentre qui in Italia iniziò le sue pubblicazioni il seminale settimanale "L'Avventuroso", negli Stati Uniti vennero lanciate sui quotidiani una incredibile quantità di nuove strisce, soprattutto avventurose, che fecero la Storia del Fumetto.
Tra le tante serie, la Chicago Tribune presentò TERRY AND THE PIRATES, la United Feature presentò LI'L ABNER e la Bell presentò DON WINSLOW.
Ma la parte del leone la fece come sempre l'agenzia King Features, che lanciò FLASH GORDON e MANDRAKE, JUNGLE JIM e TED TOWERS, SECRET AGENT X-9 e RADIO PATROL.
Accanto a queste, iniziò pure un brillante poliziesco, incentrato sulle avventure di un agente infiltrato nella malavita (tema oggi gettonatissimo): RED BARRY di Will "nessuna parentela con Chet" Gould.

Forse, oggi, questo titolo dice poco al profano, ma fu un fumetto che ebbe una grande influenza (pensiamo al Gruppo di Venezia).

D'altra parte, il personaggio di Will Gould ha avuto una discreta vita editoriale nel nostro paese, dalle edizioni di Nerbini (contemporanee al fumetto) a quella amatoriale e integrale di Silvano Scotto e alla sua presenza sul mensile della Rizzoli "Corto Maltese".

Non stupisce quindi rivedere l'energico poliziotto dai capelli rossi guadagnarsi una nuova ristampa.

Il primo volume è un corposo cartonato con sovracopertina (ben prefazionato dall'ubiquitario Bruce Canwell), che presenta tutte le strisce giornaliere dall'inizio (19 marzo 1934) al 1° gennaio 1936 e le tavole domenicali dall'inizio (3 febbraio 1935) al 7 giugno 1936.
In formato oblungo di cm 29x22, con 296 pagine di buona carta opaca e prezzo di $50, il libro presenta per ogni pagina o tre strisce in bianco nero, o una domenicale a colori in formato half-page. Non essendoci una continuità narrativa tra giornaliere e domenicali, queste sono messe in due distinte parti del volume (vedremo come sarà nel secondo tomo).
Le prime diciotto domenicali, in origine distribuite in formato tabloid (verticale), sono state spezzata in due pagine adiacenti.

Certamente, rispetto ai vecchi albi di Scotto (impreziositi dalle copertine del compianto Piero Mancini), il formato è un po' ridotto, ma, tutto sommato, si tratta di un volume gradevole e ne aspettiamo con impazienza il secondo tomo.

mercoledì 30 novembre 2016

Treasury of Classic Tales

L'IDW, in coppia con la Disney, ci offre il primo volumetto di una gustosa collana: WALT DISNEY'S TREASURY OF CLASSIC TALES, ristampa di una serie distribuita ai quotidiani fin dagli Anni '50 dall'agenzia King Features in tavole settimanali, che ripresentava riduzioni a fumetti di film della Disney, sia dal vivo che in animazione.

Le storie presenti in questi primo volume sono:
CINDERELLA (1950)
ALICE IN WONDERLAND (1951)
THE STORY OF ROBIN HOOD (1952)
PETER PAN (1953)
THE SWORD AND THE ROSE (1953)
BEN AND ME (1953)
ROB ROY, THE HIGHLAND ROGUE (1954)
PETER AND THE WOLF (1954)
20,000 LEAGUES UNDER THE SEA (1954)
LADY AND THE TRAMP (1955)

Il volumetto è un cartonato con sovracopertina, di 220 pagine ben stampate a colori su bella carta opaca, in formato oblungo 32x22 cm, al prezzo di 50 dollari.

Il libro ha una breve ma precisa prefazione del famoso Michael Barrier, ha come designer Dean Mullaney e Lorraine Turner e presenta le pagine domenicali delle storie sopra elencate, una per pagina e in formato half-page. I colori sono stati rifatti (ma fedelmente agli originali) dai Digikore Studios.

In generale un volume soddisfacente (anche se avrei preferito colori meno saturi).

Unico neo è il sospetto che, rispetto all'edizione originale, siano stati poco filologicamente "corretti degli errori".

Visto che un'immagine val più di mille parole, ecco a confronto una vignetta ripresa da un supplemento d'epoca (3 agosto 1952) e la corrispettiva ristampa odierna (dove mani ignote hanno fatto sparire gli scacchi dalla mantellina di Robin Hood):



domenica 13 novembre 2016

La sfortuna di Tim Tyler

Non è tutto età dell'oro ciò che luccica…
Quando, nel 2009, iniziai questo blog (Cominciamo), ipotizzai che ci trovassimo in una nuova Età dell'Oro delle ristampe di fumetti sindacati.
Dopo diversi anni, sospetto ormai sempre di più che si tratti solo di un'Età dell'Oro Placcato.

Dico questo perché anche gli editori più convincenti sembrano aver rinunziato a mirare al centro del bersaglio.
Pensiamo alla Titan e alle sue Sundays di Mandrake, che avrebbero potuto essere molto migliori del risultato ottenuto.
E pensiamo alla ondivaga IDW, che fa ora scelte editoriali soddisfacenti, ora, senza apparente motivo, fa altre scelte insensate.

Riguardo queste ultime, ho appena visionato il nono volume della collana "Essentials" dedicato alle strisce giornaliere di Tim Tyler's Luck, relative al periodo in cui erano realizzate da Alex Raymond.

In generale, si tratta di un volumetto non disprezzabile, analogo ai precedenti della stessa collana:
Introduzione del solito Bruce Canwell, 384 strisce (dal 30 aprile 1932 al 21 ottobre 1933), restaurate da Dale Crane e Joseph Ketels, presentate una per pagina in un volumetto cartonato in bianco e nero, di formato 24,5 x 11 cm e con la ricca foliazione di 398 pagine su carta opaca al prezzo di 30 dollari.

La scelta di ristampare queste strisce è sicuramente lodevole, soprattutto dal punto di vista di un americano (noi italiani le abbiamo già viste, ai tempi d'oro della nostra editoria amatoriale…), ma altre cose sono incompressibili.

Capisco che la collana sia fondamentalmente antologica, ma la scelta di non presentare una sequenza cronologica di strisce, bensì di procedere a salti (sono strisce dal 30 aprile 1932 al 21 ottobre 1933, ma non tutte le strisce dal 30 aprile 1932 al 21 ottobre 1933…) non mi sembra logica. Se la foliazione sembrava esagerata, sarebbe bastato fare due volumetti.

A questo si aggiunge la solita stampa pixelata (e dire che in altre occasioni la IDW ha stampato come si deve…) e la mancanza dei titolini (qui avevo spiegato cosa sono).
L'assenza dei titolini risalta maggiormente, dato che si sono ricostruiti i frontespizi di ogni singola striscia, ma solo con il titolo della serie e il nome dell'autore.
Inoltre, basta guardare la pagina 10 del volume, dove si può vedere la striscia del 27 aprile 1932, esattamente come era stata pubblicata all'epoca sul quotidiano Cleveland Plain Dealer, ovvero con l'evidente titolino.
Se il design del libro era stato studiato per ricordare una raccolta di strisce ritagliate dal quotidiano, e se nei precedenti volumi i titolini erano presenti, ci si chiede perché questa volta siano stati colpevolmente omessi.

mercoledì 14 settembre 2016

Nuova matita per Frank

Questa settimana è ripartita online la striscia di FRANK CARTER con il suo quinto episodio.
Dopo Marco Perforato (che aveva disegnato il quarto episodio), abbiamo un nuovo disegnatore: il bravo Enrico Folli.
Un benvenuto a bordo ad Enrico e un invito a tutti a seguire la nuova avventura della nostra "spia per caso" preferita.