domenica 5 luglio 2009

Blow me down!


Ah, quanti argomenti di cui parlare, e quanto poco tempo per farlo!
Ma bando ai rimpianti e veniamo a una collana ai miei occhi fondamentale in questa serie di ristampe sindacate “made in USA”.

Si tratta del POPEYE della Fantagraphics, di cui, ad oggi, sono già usciti tre grossi volumi (sui sei del progetto) e, ad agosto, dovrebbe uscirne un quarto.
I libri sono dei cartonati a colori (almeno nella parte in cui ristampano le tavole domenicali) e hanno 168 pagine l’uno (in bella carta pesante opaca) in un formato cm 26,5x37,5 per 30 dollari.
Sono riccamente prefazionati (Feiffer, Blackbeard, Walker, Phelps) e ogni pagina contiene o sei strisce (in bianco e nero), o una domenicale (a colori) comprendente il topper (SAPPO).
Le strisce giornaliere e le tavole domenicali sono poste in due distinte sezioni (era giustamente inutile infilare le domenicali tra le giornaliere, essendo assolutamente autonome sul piano narrativo).

Una bella iniziativa, dunque, ma ancora una volta dobbiamo riscontrare la solita sequela di difetti.

Prima di tutto, abbiamo la fantasiosa copertina dal logo bucato (che mi ha costretto a foderare i libri con fogli di plastica trasparente, non essendo io un maniaco dell’imbustatura). Un giochino di design che (come avrete capito) non mi ha troppo entusiasmato.

L’impaginazione con sei strisce a pagina sarebbe stata più gradita se le strisce fossero state sempre quelle dal lunedì al sabato, ma la disposizione è, invece, casuale (e cangiante, dato che l’inserimento di stacchi tra un’avventura e l’altra la modifica ripetutamente).

Il formato delle strisce (nonostante le grosse dimensioni del volume) non è poi così grande (soprattutto se ripenso alla vecchia ristampa italiana nella collana New Comics Now della Comic Art).
Essendo, in origine, strisce da sei colonne (ovvero che occupavano sul quotidiano lo stesso spazio di sei colonne di testo) sono state qui piuttosto ridotte. Ciononostante, la leggibilità non ne è inficiata.

Naturalmente, per fare entrare le sei strisce, sono stati sacrificati i sottotitoli degli episodi giornalieri, con la beffa che, nel primo volume, si osa pure giustificare questa scelta sciagurata con la solita scusa bugiarda (e lasciamo cadere l’argomento, o mi viene l’ulcera...).

Per aggiungere un’ulteriore beffa, nelle tavole domenicali sono state invertite le posizioni: SAPPO è in basso e THIMBLE THEATRE in alto. E, pure per questa ingiustificatissima azione (che non ha neanche portato a risparmio di spazio!), alla fine del primo tomo, si cerca un’impotabile autodifesa.

Comunque, in attesa di vedere che sta combinando la Fanta con gli imminenti CPT. EASY e con la nuova ristampa di VALIANT, anche questo POPEYE si pone tra le collane immancabili nella biblioteca del bravo collezionista (fosse anche solo per l’integrale delle domenicali, riprodotte nei colori originali).

4 commenti:

Dr. Brignone ha detto...

Meglio comunque quest'edizione della traduzione italiana della Planeta, nevvero?

fortunato ha detto...

Naturalmente sì.
Anche perché l'edizione della Planeta deriva proprio da questa della Fantagraphics e non offre nulla di più.

E poi, per chi conosce l'inglese, è sempre meglio un'edizione originale rispetto ad una traduzione, che è sempre una riscrittura e un'alterazione (come si dice: traduttore-traditore).
E se poi la traduzione è fatta dalla Planeta...

Leonardo ha detto...

Beh, io ho sto acquistando entrambe le edizioni... Per apprezzare pienamente Popeye, ci vuole una bella conoscenza dell'inglese, decisamente lontana dalla mia. Per cui leggo la Fanta ma tengo aperta la Planeta, a mo' di sottotitoli... ;-)

fortunato ha detto...

Allora, meglio leggere la vecchia traduzione della Comic Art, che non era malaccio (anche se vale solo per le giornaliere).
Le traduzioni della Planeta, fino ad oggi, non mi hanno soddisfatto molto (dubito che gliele faccia uno Spreafico e, poi, sembra che non abbiano un correttore di bozze...)