giovedì 5 febbraio 2009

Who’s that little chatterbox?


E, a commentare i libri di questa nuova Golden Age del vecchio Fumetto sindacato, comincio dal più recente arrivato nelle mie mani: il secondo tomo della ristampa integrale di LITTLE ORPHAN ANNIE della casa editrice IDW.

É un volume che fa parte della collana “Library of American Comics”.
Questa collana di eleganti volumi cartonati ha già lanciato la ristampa integrale (in 6 volumi di cui 5 già presentati) di TERRY AND THE PIRATES di Milton Caniff, la ristampa di DICK TRACY di Chester Gould (arrivata al sesto volume), il bel volume su SCORCHY SMITH (di cui parlerò prossimamente) e, naturalmente, LITTLE ORPHAN ANNIE di Harold Gray.

Si tratta di grossi volumi (questo libro ha 384 pagine e il precedente tomo ne aveva 368), di formato 28x21,5 cm, cartonati con sovracopertina, dotati di ricche ed illustratissime prefazioni e che ristampano integralmente e cronologicamente le strisce giornaliere della serie e le domenicali, ma queste, stranamente, solo dal momento in cui si interpolano alle giornaliere.
Il tutto per soli 40 dollari.

Dato che le prime domenicali (non intercalate) pare verranno recuperate in seguito, sottolineerei il solo altro difetto del volume. Le strisce giornaliere, soprattutto negli Anni ’20 e ’30, erano dotate di un loro titolo (o sottotitolo). Ovvero, come le puntate di un telefilm, ogni singola striscia aveva un suo titolo. Contrariamente a quanto tendono a dichiarare editori furbetti, questi titoli erano parte integrante dell’opera. Qui (come in troppe altre ristampe) i titoli sono stati eliminati. Per LITTLE ORPHAN ANNIE (o anche TERRY AND THE PIRATES), questa moncatura è particolarmente grave. Difatti, concordo in pieno con quanto Allan Holtz scriveva nel suo blog (Stripper’s Guide): “Per molte strisce quei sottotitoli giornalieri erano puramente formali, ma quelli di Gray erano spesso dei piccoli arguti commenti agli avvenimenti del giorno, o degli editoriali che potevano cambiare il modo in cui il lettore interpretava la striscia. Non vedo la ragione per cui non avrebbero potuto essere stampati a fianco di ogni striscia, dove il libro lascia un bel po’ di spazio vuoto”.

Lasciandoci alle spalle questi difetti, arriviamo a quello che è il punto di maggior pregio di questa ristampa: la qualità della riproduzione.
Riprese, a quanto viene detto, da originali o proofs, la grande maggioranza delle strisce offre una riproduzione talmente nitida da essere molto probabilmente superiore alla stessa prima riproduzione sui giornali d'epoca (che le stamparono sì in formato maggiore, ma sulla misera carta Newsprint, per definizione inadatta all’archiviazione).
Vedere i sottili tratteggi di Gray così perfettamente riprodotti mi lascia stupito (è come se il disegno fosse stato appena fatto), commosso (è una bellezza!) e furioso (perché, quando faccio un libro io, non posso mai avere materiale di questa qualità?).
Qualunque sia la vostra aspettativa di una buona riproduzione... queste strisce sono migliori!

3 commenti:

Gianfranco Goria ha detto...

Come sai, oggi sei su www.afnews.info "lanciato" dal buon Gori. Welcome! :-)

fortunato ha detto...

Avevo notato ;-)
Grazie!

Leonardo ha detto...

Ciao, Fortunato, benvenuto anche da parte mia! Ho aggiunto il tuo nuovo link al mio piccolo e solipsistico blog.